19 Apr. 2013 - Maria Cristina Gambi
Effetti dell'acidificazione degli oceani sul biota bentonico di un'area marina costiera ad emissioni vulcaniche di CO2 dell'isola d'Ischia (MarTirreno)
Presenta: Maria Cristina Gambi, Stazione Zoologica Anton Dohrn ‐ NAPOLI
L'acidificazione degli oceani, conosciuta come l'altra faccia del problema dell'immissione della CO2 in atmosfera, rappresenta un fattore di cambiamento climatico e di stress ambientale su specie ed ecosistemi marini che solo da circa un decennio ha fortemente attirato l'attenzione della ricerca scientifica oceanografica. Il pH degli oceani è già sceso di 0,1 unità dalla rivoluzione industriale ad oggi e se l'immissione di CO2 continua ai livelli attuali è previsto un suo abbassamento di 0,3‐0,4 unità entro il 2100. Mentre la maggior parte degli studi ad oggi effettuati è stata svolta in laboratorio o in mesocosmi e su singole specie, sono più rari gli studi a livello di comunità ed ecosistemi e con un approccio in situ. Alcune aree che presentano una naturale acidificazione delle acque (es., emissioni di gas serra, zone di up‐welling o immissione di acqua dolce ecc.) si possono prestare quali laboratori naturali per studiare gli effetti in situ dell'acidificazione su organismi, popolazioni, comunità ed habitat. Viene presentata una sintesi degli studi svolti presso uno di questi siti, localizzato nell'isola d'Ischia, il Castello Aragonese (Golfo di Napoli, Mar Tirreno), in cui emissioni di CO2 di origine vulcanica abbassano il pH fino ad 6.0 unità e provocano un gradiente di acidificazione lungo il quale è possibile studiare le risposte degli organismi all'abbassamento e variabilità del pH a diversa scala e a diversi livelli di complessità biologica (dai geni all'ecosistema)
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